Con tre bambini sotto i 5 anni, è facilissimo perdere la giusta prospettiva sulle cose e finire in un terribile vortice da cui è molto difficile risalire. Quando ebbe inizio la mia vita da mamma, ero piena di buoni propositi su come crescere ed educare i miei figli.
Volevo essere la famosa mamma perfetta, quella dolce e amorevole, che fa le faccende domestiche con i tacchi, con una torta sempre pronta, pranzo e cena fatti in casa e pomeriggi trascorsi a fare 1000 attività con i bambini. Volevo che i miei figli sapessero cosa fare prima ancora che glielo dicessi. Volevo che insieme fossimo una di quelle famiglie perfette per uno spot televisivo.
Poi però qualcosa andò storto. Non so dove, come o quando, ma ho iniziato ad allontanarmi dal mio obiettivo, e più passavano i giorni più le cose peggioravano. Con tre gravidanze così vicine spesso il capro espiatorio erano gli ormoni, prima quelli della gravidanza, poi quelli dell’allattamento… e poi quella che era l’eccezione è diventata la quotidianità.
Quasi ogni scambio o interazione con i miei figli era diventata una minaccia, una sgridata o una punizione. Più di una volta nel vedere lo sguardo di terrore negli occhi dei miei bambini mi è venuto da piangere, e stringendoli forte chiedevo loro scusa per il modo in cui mi ero rivolta a loro, ma non appena ero un po’ più stanca, un po’ più di fretta o un po’ più indaffarata ecco che si risvegliava l’orco. Arrivavo a sera esausta, e non appena i bimbi erano a letto mi chinavo sulle ginocchia per chiedere aiuto.
E’ così che ricevetti la risposta ai miei dubbi. una risposta semplice, quasi scontata: Pazienza. Quante volte avevo invocato questa qualità, spesso con l’attributo di “santa” nella speranza che essa si materializzasse come d’incanto dentro il mio cuore. Non sono mai stata una persona particolarmente paziente, ma con tutto lo stress a cui ero sottoposta, la mia pazienza era finita, terminata, finished, kaputt.
Avevo iniziato a trattare i miei bambini come se fossero degli adulti. Mi innervosivo se alle 5 erano già troppo stanchi per cooperare, se mentre la pasta finiva di cuocere piangevano perché avevano troppa fame per aspettare che fosse in tavola, se impiegavano 3 minuti a mettere le scarpe o dovevo ripetergli due volte di lavarsi i denti. Anzi ripensandoci mi aspettavo che fossero degli automi, perché neanche un adulto riesce ad essere così efficiente.
Avevo perso la mia prospettiva, e con essa la mia pazienza.
Poi il Signore mi ha aiutato a ricordare che il mio compito con loro non era di seguire una tabella di marcia perfetta. Essi mi sono stati affidati dal nostro Padre Celeste per aiutarli a diventare grandi, a diventare degli adulti che conoscano e sappiano mettere in pratica amore, altruismo, generosità, empatia e tutti gli altri attributi che hanno già e che devono solo imparare a custodire fino all’età adulta.
Non sono importanti tutte le priorità che ci da il mondo, ma è importante l’unica vera priorità: la mia famiglia e la serenità all’interno di essa. Ma la mia quotidianità continuava ad essere la stessa, e mentre riuscivo ad essere una buona mamma quando era tutto perfetto, non appena il livello di stress aumentava, fermare l'orco diventava difficilissimo.
Ho chiesto di nuovo aiuto al mio Padre Celeste, perché proprio non ce la facevo da sola. Non riuscivo a capire dove sbagliavo, quando fermarmi, e stavo diventando sempre più stressata e repressa.
E così domenica scorsa, durante una lezione della Società di Soccorso a cui sono finita un po' per caso (quella domenica avevamo deciso di "cambiare aria" e di andare in un rione diverso dal nostro), è stata suggerita la lettura della "guida pratica alla genitorialità positiva" proposta da Save the Children. Spesso ho avuto prove tangibili sia della comprensione del mio Padre Celeste che del suo senso dell'umorismo, nonché del fatto che la rivelazione personale può arrivarci tramite mille strade diverse, basta essere disposti ad ascoltare.
Ed è così che ho letto quella che può essere considerata una guida per "dummies" su come essere dei buoni genitori, con esempi pratici e concreti in cui è molto facile ritrovarsi. Una guida completa ed esaustiva, che consiglio vivamente a tutti quei genitori che come me fanno fatica ad essere dei buoni genitori, ma che hanno intenzione di instaurare un rapporto con i propri figli che sia positivo e duraturo.
Nonostante ne consigli vivamente l'intera lettura, vorrei riproporne i punti salienti:
- Il minore, ai fini dello sviluppo armonioso e completo della sua personalità deve crescere in un ambiente familiare, in un clima di felicità, di amore e di comprensione.
- Il minore deve essere pienamente preparato ad avere una sua vita individuale nella società ed educato in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà.
- Prendersi cura di un minore e crescerlo significa anche avere cura e assumersi la responsabilità del benessere emotivo e fisico del minore e della sua sicurezza; così come promuovere lo sviluppo della sua personalità.
- Nella cura e nell’educazione del minore i genitori non dovranno ricorrere alla violenza emotiva, fisica o qualunque altro tipo di trattamento umiliante.
1. individuare i propri obiettivi educativi di lungo termine;
2. far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento ai nostri figli in ogni interazione con loro;
3. comprendere cosa pensano e cosa provano i nostri figli in diverse situazioni;
4. assumere un approccio che mira alla risoluzione dei problemi piuttosto che un approccio punitivo.
Quando sentite che i muscoli si irrigidiscono, il battito del cuore aumenta, che il tono della voce si alza state ricevendo un segnale: in quel momento avete l’opportunità di insegnare qualcosa di importante a vostro figlio. Avete l’opportunità di insegnare a:
- gestire lo stress;
- comunicare con gentilezza anche in situazioni di tensione;
- gestire le situazioni conflittuali senza ricorrere alla violenza;
- tenere conto dei sentimenti degli altri;
- raggiungere il vostro obiettivo senza ferire gli altri a livello fisico o emotivo
Nessun genitore è perfetto. Tutti noi commettiamo degli errori, ma possiamo imparare da questi, proprio come fanno i nostri figli.
Mi auguro di tutto cuore che Dio Padre possa continuare ad aiutarmi a provare ogni giorno ad essere una madre migliore del giorno prima, e ogni giorno ringrazio per l'opportunità di seppellire i miei errori e i miei sbagli e di incominciare un nuovo giorno con 1000 nuove opportunità.