martedì 5 maggio 2015

Prospettiva, Pazienza e Tanto Tanto Amore!!!

Con tre bambini sotto i 5 anni, è facilissimo perdere la giusta prospettiva sulle cose e finire in un terribile vortice da cui è molto difficile risalire. Quando ebbe inizio la mia vita da mamma, ero piena di buoni propositi su come crescere ed educare i miei figli. 

Volevo essere la famosa mamma perfetta, quella dolce e amorevole, che fa le faccende domestiche con i tacchi, con una torta sempre pronta, pranzo e cena fatti in casa e pomeriggi trascorsi a fare 1000 attività con i bambini. Volevo che i miei figli sapessero cosa fare prima ancora che glielo dicessi. Volevo che insieme fossimo una di quelle famiglie perfette per uno spot televisivo.

Poi però qualcosa andò storto. Non so dove, come o quando, ma ho iniziato ad allontanarmi dal mio obiettivo, e più passavano i giorni più le cose peggioravano. Con tre gravidanze così vicine spesso il capro espiatorio erano gli ormoni, prima quelli della gravidanza, poi quelli dell’allattamento… e poi quella che era l’eccezione è diventata la quotidianità.

Quasi ogni scambio o interazione con i miei figli era diventata una minaccia, una sgridata o una punizione. Più di una volta nel vedere lo sguardo di terrore negli occhi dei miei bambini mi è venuto da piangere, e stringendoli forte chiedevo loro scusa per il modo in cui mi ero rivolta a loro, ma non appena ero un po’ più stanca, un po’ più di fretta o un po’ più indaffarata ecco che si risvegliava l’orco. Arrivavo a sera esausta, e non appena i bimbi erano a letto mi chinavo sulle ginocchia per chiedere aiuto.
E’ così che ricevetti la risposta ai miei dubbi. una risposta semplice, quasi scontata: Pazienza. Quante volte avevo invocato questa qualità, spesso con l’attributo di “santa” nella speranza che essa si materializzasse come d’incanto dentro il mio cuore. Non sono mai stata una persona particolarmente paziente, ma con tutto lo stress a cui ero sottoposta, la mia pazienza era finita, terminata, finished, kaputt.

Avevo iniziato a trattare i miei bambini come se fossero degli adulti. Mi innervosivo se alle 5 erano già troppo stanchi per cooperare, se mentre la pasta finiva di cuocere piangevano perché avevano troppa fame per aspettare che fosse in tavola, se impiegavano 3 minuti a mettere le scarpe o dovevo ripetergli due volte di lavarsi i denti. Anzi ripensandoci mi aspettavo che fossero degli automi, perché neanche un adulto riesce ad essere così efficiente.

Avevo perso la mia prospettiva, e con essa la mia pazienza.

Poi il Signore mi ha aiutato a ricordare che il mio compito con loro non era di seguire una tabella di marcia perfetta. Essi mi sono stati affidati dal nostro Padre Celeste per aiutarli a diventare grandi, a diventare degli adulti che conoscano e sappiano mettere in pratica amore, altruismo, generosità, empatia e tutti gli altri attributi che hanno già e che devono solo imparare a custodire fino all’età adulta.

Non sono importanti tutte le priorità che ci da il mondo, ma è importante l’unica vera priorità: la mia famiglia e la serenità all’interno di essa. Ma la mia quotidianità continuava ad essere la stessa, e mentre riuscivo ad essere una buona mamma quando era tutto perfetto, non appena il livello di stress aumentava, fermare l'orco diventava difficilissimo.

Ho chiesto di nuovo aiuto al mio Padre Celeste, perché proprio non ce la facevo da sola. Non riuscivo a capire dove sbagliavo, quando fermarmi, e stavo diventando sempre più stressata e repressa.
E così domenica scorsa, durante una lezione della Società di Soccorso a cui sono finita un po' per caso (quella domenica avevamo deciso di "cambiare aria" e di andare in un rione diverso dal nostro), è stata suggerita la lettura della "guida pratica alla genitorialità positiva" proposta da Save the Children. Spesso ho avuto prove tangibili sia della comprensione del mio Padre Celeste che del suo senso dell'umorismo, nonché del fatto che la rivelazione personale può arrivarci tramite mille strade diverse, basta essere disposti ad ascoltare.

Ed è così che ho letto quella che può essere considerata una guida per "dummies" su come essere dei buoni genitori, con esempi pratici e concreti in cui è molto facile ritrovarsi. Una guida completa ed esaustiva, che consiglio vivamente a tutti quei genitori che come me fanno fatica ad essere dei buoni genitori, ma che hanno intenzione di instaurare un rapporto con i propri figli che sia positivo e duraturo.

Nonostante ne consigli vivamente l'intera lettura, vorrei riproporne i punti salienti:
  • Il minore, ai fini dello sviluppo armonioso e completo della sua personalità deve crescere in un ambiente familiare, in un clima di felicità, di amore e di comprensione.
  • Il minore deve essere pienamente preparato ad avere una sua vita individuale nella società ed educato in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà.
  • Prendersi cura di un minore e crescerlo significa anche avere cura e assumersi la responsabilità del benessere emotivo e fisico del minore e della sua sicurezza; così come promuovere lo sviluppo della sua personalità.
  • Nella cura e nell’educazione del minore i genitori non dovranno ricorrere alla violenza emotiva, fisica o qualunque altro tipo di trattamento umiliante.
Cosa fare quindi per instaurare una relazione positiva con i nostri figli? E come educarli senza fare ricorso a punizioni fisiche o altre punizioni degradanti? Possiamo farlo applicando a tutte le interazioni con loro, e non solo a quelle più difficili, i quattro principi della genitorialità:
1. individuare i propri obiettivi educativi di lungo termine; 
2. far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento ai nostri figli in ogni interazione con loro; 
3. comprendere cosa pensano e cosa provano i nostri figli in diverse situazioni; 
4. assumere un approccio che mira alla risoluzione dei problemi piuttosto che un approccio punitivo.

Quando sentite che i muscoli si irrigidiscono, il battito del cuore aumenta, che il tono della voce si alza state ricevendo un segnale: in quel momento avete l’opportunità di insegnare qualcosa di importante a vostro figlio. Avete l’opportunità di insegnare a:



  • gestire lo stress;
  • comunicare con gentilezza anche in situazioni di tensione;
  • gestire le situazioni conflittuali senza ricorrere alla violenza;
  • tenere conto dei sentimenti degli altri;
  • raggiungere il vostro obiettivo senza ferire gli altri a livello fisico o emotivo 


Nessun genitore è perfetto. Tutti noi commettiamo degli errori, ma possiamo imparare da questi, proprio come fanno i nostri figli.


Mi auguro di tutto cuore che Dio Padre possa continuare ad aiutarmi a provare ogni giorno ad essere una madre migliore del giorno prima, e ogni giorno ringrazio per l'opportunità di seppellire i miei errori e i miei sbagli e di incominciare un nuovo giorno con 1000 nuove opportunità.

martedì 17 marzo 2015

La Serata Familiare: Come Iniziare!

Fra i miei obiettivi di quest'anno, c'era quello di migliorare la qualità della serata familiare della nostra famiglia. Fino a quel punto, la nostra serata familiare consisteva nel riunire tutti i bambini, leggere loro una storia dal libro di mormon, vecchio o nuovo testamento e dar loro un ovetto di cioccolato con la sorpresa, la combinazione ideale per avere sia il gioco che il dolce.

Non sapendo dove iniziare per migliorare la qualità della nostra serata familiare, ho preso in parola il consiglio dell'Anziano Russell M. Nelson, che nel suo discorso della conferenza dell'ottobre 2012, "Chiedete ai missionari! Loro possono aiutarvi!"(1), ha suggerito che se non sappiamo come fare qualcosa, possiamo chiedere ai missionari. Così mi sono avvicinata alle sorelle missionarie che servivano nel nostro ramo e ho chiesto il loro aiuto per poter rendere le lezioni più interessanti per i miei bambini.

Per qualche lunedì sono venute a casa nostra, avendo preparato un messaggio e un gioco per i bambini, e spiegandomi che, per avere il risultato migliore, la cosa più importante da fare era metterci tutta la passione. Non era sufficiente leggere una storiella e sperare che i bambini la trovassero sufficientemente interessante. Dovevo rendere la serata familiare un momento speciale, che spingesse i bambini a fare domande, a ragionare e riflettere su ciò di cui stavamo parlando. Il mio compito era quello di rendere vive le lezioni, di pensare a giochi inerenti all'argomento, e di catturare il loro interesse. D'altra parte, se la passione è la chiave di tutto nella vita, come potevo aspettarmi che la serata familiare fosse differente?

Le sorelle missionarie ci hanno parlato del Piano di Salvezza, preparando disegni da colorare, ci hanno spiegato della decima, dando ai bambini un cioccolatino per ogni benedizione che potevano nominare e chiedendone uno ogni dieci che ricevevano, ci hanno spiegato che per poter avere successo in questa vita era necessario dare le giuste priorità, e come dimostrazione ci hanno chiesto di infilare tre palline da golf in un barattolo pieno di riso (l'unico modo per farle entrare e mettere prima le palline, poi il riso), e ci hanno consigliato di creare una tabella per "organizzare" la serata familiare, in modo che prima dell'inizio i bambini potessero contribuire scegliendo chi dovesse fare la preghiera di apertura, di chiusura, il messaggio, il gioco, l'inno e il dolce. Sono state assolutamente meravigliose e super disponibili, e ci hanno dato gli strumenti basilari per avere delle serate familiari "significative".

Ed infine ho seguito il consiglio del mio presidente di Palo, che ha suggerito di non far mancare MAI il dolce, fosse anche solo un cioccolatino o una caramella: e fidatevi, soprattutto se i bambini non sono abituati a mangiare dolci, aspetteranno con ansia tutta la settimana per poter avere un dolcetto il lunedì sera!